Legatura in pelle umana

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Per quanto riguarda l’architettura del testo, è stato adottato uno schema presente in un arco di tempo ampio della storia del libro, con elementi quali le segnature sulla prima metà delle carte di ogni quinterno, tipico della tipografia italiana, con relativo registro, parole guida su ogni foglio e paginazione.
I caratteri utilizzati presentano le irregolarità tipiche dell’impressione manuale e dell’usura dei punzoni. Si noterà inoltre la presenza della lettera s nella sua forma arcaica somigliante a una f, scriveremo quindi in questo modo la parola abiffi, nella sua forma normale e ABISSI se in maiuscolo.

La legatura

Si tramanda che tale testo fosse coperto in pelle umana; che esso sia esistito o meno, ciò che sembra certo è che altri libri, tutt’oggi presenti in alcune biblioteche europee, ne siano rivestiti.

Questo particolare tipo di pelle, per essere utilizzato a tale scopo, dovrebbe essere conciato proprio come la pelle di capra, montone, agnellone ecc. per trasformarsi così in quella pergamena, dal colore bianco lattescente, che tanto era gradita ai bibliofili italiani nei secoli passati. Per questo abbiamo scelto la pergamena per ricostruirne l’involucro, utilizzando pelle di montone acquistata presso la bottega Veronese di Laura Lui.

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Esempio di legatura in pelle umana.
(
Justine, Donatien-Alphonse-François de Sade)

Libri in pelle umana

[...] Esistono rarissimi esemplari di legature in pelle umana: un catalogo Maggs del 1932 offriva per 105 sterline un volume rilegato in pelle umana [...]” - Manuale Enciclopedico della bibliofilia, Milano, Edizioni Sylvestre Bonnard, 1997, p. 493

[...] La pergamena e la cartapecora sono, infatti, pelli di animale; capra, montone, pecora, vitello, ecc., (e persino umana, come testimoniano, tra gli altri, una Bibbia ed un testo di Decretali - cioè le lettere contenenti le decisioni dottrinali dei papi raccolte a partire dal XIII secolo - conservate nella Biblioteca Nazionale di Parigi)” - Zigaina Guido, Manuale di bibliofilia. Milano, Mursia, 1988, p. 9
Facciamo inoltre notare che lo stesso H.P. Lovecraft nella sua History of Necronomicon, 1927 scrive: “Delle versioni latine attualmente esistenti, una (del XV secolo) è ben custodita nel British Museum, mentre un’altra (del XVII secolo) si trova nella Bibliothèque Nationale a Parigi” quindi la medesima biblioteca indicata da Zigaina.

Non mancava la edizione prima della famigerata Justine del Marchese de Sade: cito questo malvagio, e peraltro tediosissimo libro, a causa di una singolarità, che a me fece drizzare i capelli sul cranio e a Ricciardi, prontamente accorso, fece accendere uno strano bagliore negli occhi. L’opera era rilegata in morbidissima pelle bianco avorio con qualche venatura rosa: aprendo il primo volume notammo un foglietto con una serie di annotazioni mss. La prima con la data di Parigi del 15 aprile 1821, avvertiva cinicamente: Reliure en peau de jeune fille, e continuava spiegando come il primo possessore, Lord Honey and Honey, fosse riuscito a procurarsi, al prezzo di cento sterline, il cadavere di una giovinetta deceduta alla Salpêtrière per farne conciare la tenera pelle a scopo rilegatorio. Le altre note riflettevano i successivi possessori del macabro cimelio, fino al barone di Castelluccio a cui (altro particolare degno di nota) l’aveva donato Maria Duplessis.” - Gino Doria, Sogno di un bibliofilo e altri scritti, Aretusa, 1944.

Nel 1886, The Book Fancier riferiva: "A quanto si dice, recentemente un poeta russo avrebbe offerto alla sua dama del cuore una raccolta dei propri sonetti rilegata in pelle - pelle umana - fornita dal poeta stesso! Cadendo un giorno da Cavallo, si era rotta una gamba, e costretto a subirne l’amputazione, aveva voluto che la pelle venisse accuratamente conciata e conservata per qualche uso del genere.” Quelle che gli addetti del settore chiamano pudicamente ‘legature antropodermichÈ sono rare ma esistono, anche se, per motivi evidenti, nessuno è pronto ad ammettere di averne una in casa. La Biblioteca del Congresso possiede uno Scrutinium Scripturarum di Pablo de Sancta Maria, che si ritiene stampata a Strasburgo da Johann Mentelin prima del 1470. Il precedente proprietario, un certo dottor Vollbehr, che lo ha donato alla Biblioteca, annotava su una scheda: ‘I vecchi piatti di legno furono ricoperti in pelle umana, nel diciannovesimo secolo.’ La Harvard Law Library acquistò una copia del secondo volume di Juan Gutierrez, Practicarum Quaestionum Circa Leges Regias Hispaniae (Juan de la Cuesta, Madrid 1605 - 1606), con l’iscrizione ‘La rilegatura in pergamena di questo libro è quanto rimane di questo libro del mio caro amico Jonad Wright, che fu scorticato vivo dai Wavuma’.” John Baxter, Una libbra di carta, Milano, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2002, p. 161.